Nodo scuola Regione Puglia: ieri videoconferenza per discutere sul rientro del 7 gennaio

Nodo scuola Regione Puglia: ieri videoconferenza per discutere sul rientro del 7 gennaio

Alla riunione hanno partecipato il presidente Michele Emiliano, gli assessori Leo, Lopalco e Maurodinoia, Anna Cammalleri, direttrice dell’URS, e i sindacati

  • 04 gennaio 2021
  • Altro
  • Antonella Chiara Leccese

È durato tre ore l'incontro in videoconferenza tra il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, gli assessori Leo, Lopalco e Maurodinoia, Anna Cammalleri, direttore dell’USR, e i sindacati, sul tema della riapertura delle scuole il 7 gennaio . Tre lunghe ore al termine delle quali ha preso corpo l’ipotesi di un rientro a scuola degli studenti il 7 gennaio prossimo con le stesse modalità in vigore prima della pausa natalizia, vale a dire con il 100% degli studenti delle scuole superiori in didattica a distanza almeno fino al 15 gennaio. La proposta è partita dalle rappresentanze sindacali, che hanno chiesto all’unanimità al presidente di rinviare l'avvio delle lezioni in presenza di una settimana o quindici giorni, e di stabilire per tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado la didattica a distanza.

“Questa configurazione, proposta in prima istanza da noi e dalle altre organizzazioni sindacali”, ha scritto in una nota Roberto Romito, Presidente Regionale ANP Puglia, “qualora venisse confermata permetterebbe di prendere qualche giorno di tempo per verificare l’andamento dei dati pandemici prima di un più massiccio rientro a scuola degli studenti, e consentirebbe, al contempo, di evitare, almeno per il momento, l’applicazione delle disposizioni prefettizie sullo «scaglionamento» su due turni degli ingressi degli studenti”.

Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno avanzato anche una proposta per la fase successiva. Essa prevederebbe il rientro in presenza del 50% degli studenti su un unico turno di ingresso, eventualmente fissato alle ore 9.00; si pensa, in questo modo, di agevolare le scuole, che non vedrebbero eccessivamente sconvolto il proprio assetto organizzativo, e di non pesare troppo sui mezzi di trasporto, luoghi di assembramento per eccellenza, e dunque, potenziali veicoli di contagio. Una disposizione che, come ha fatto notare lo stesso Emiliano, non sarebbe tuttavia praticabile, dal momento che la percentuale di studenti in presenza e il loro scaglionamento su due turni di entrata sono stati fissati dal DPCM del 3 dicembre scorso, che demanda ai prefetti la concreta attuazione di tale misura.

Al centro del tavolo anche la questione della scelta, demandata alle famiglie, di fruire o meno della didattica in presenza. Una disposizione a cui i sindacati si sono detti contrari, e sulla quale Emiliano si è detto pronto a verificare la possibilità di introdurre alcuni importanti correttivi, che permetterebbero di semplificare la gestione degli studenti da parte delle scuole. Tali provvedimenti includerebbero la limitazione ad una sola espressione di volontà, da parte dei genitori, circa la didattica a distanza, e l’inclusione nella didattica in presenza (sempre mantenuta, lo ricordiamo, per i laboratori, per le attività per i disabili e per gli studenti con bisogni educativi speciali) di alunni che potrebbero risultare svantaggiati dalla modalità a distanza, previa motivata richiesta delle famiglie e conseguente valutazione da parte del dirigente scolastico.

Le proposte emerse nella riunione di ieri, se confermate, dovrebbero rientrare nel testo dell’ordinanza regionale, non ancora noto, che, comunque, dovrebbe fare i conti con le attese disposizioni nazionali che il governo predisporrà nei prossimi giorni, e che potrebbero contenere anche provvedimenti più restrittivi, a cui le scuole pugliesi dovranno adeguarsi.


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