Quando fede e tradizione Pasquale si incontrano. Ecco, a casa Turturro, le statue dei misteri del venerdì santo

  • 15 aprile 2019
  • Michele Cotugno Depalma

Che Pasqua sarebbe senza l’immancabile fede, tradizioni e statue? 

Ne sanno qualcosa a casa Turturro, dove tutto questo mix di ingredienti non manca davvero. Qui, infatti, da tanti anni, è presente un vero e proprio altare con tanto di riproduzione delle statue dei Misteri della processione del Venerdì santo mattina. Per intenderci, quella che fa riferimento alla chiesa di san Domenico e che per un lungo periodo venivano portate in giro per la città il pomeriggio del Sabato santo. 

Si tratta di statue in cartapesta e altro materiale per una passione che coinvolge tutta la famiglia. 

“Mi è stata tramandata – ci spiega il maestro di musica Benito Turturro – da mio padre fin da piccolo. Ed è dal 2005 che siamo partiti in questo intento, e poi pian piano abbiamo completato tutto”.

Proprio per questo c’è tutto. Davvero tutto. Anche il Legno santo, risalente però al 2011, e anche l’Addolorata di Bari, che nel capoluogo è portata in giro per la città il venerdì antecedente la domenica delle Palme. 

E quest’anno c’è anche una novità. La Sacra Sindone. “Ci è venuta in mente di aggiungerla – sottolinea ancora Benito – quando la scorsa estate ci siamo recati a Torino, dove abbiamo avuto la fortuna di visitarla e di restarne affascinati”. 

C’è’ da dire, però, che non tutto quello che luccica in casa Turturro è produzione propria. “Alcune delle statue che ci onoriamo di avere – ragiona sempre Benito – le abbiamo acquistate da un bitontino storico e nostro grande amico, un tale Vito Pazienza, che da anni coltivava la nostra stessa passione”. 

Simbolo di un attaccamento viscerale dei bitontini ai misteri della Pasqua e ai suoi significati più profondi. 


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